La storia di arnad
LA SIGNORIA DI ARNAD NEL BASSO MEDIOEVO
La storia della Valle d’Aosta, e quindi quella della comunità di Arnad, s’illumina decisamente con l’avvento del XIII secolo, quando cioè si fanno più numerosi i documenti scritti, comprendenti sia atti pubblici emanati da una qualche autorità che accordi tra privati; fu questo un fenomeno dapprima timido che divenne apprezzabile dopo il 1250, con il diffondersi del notariato, per poi assumere proporzioni rilevanti nel XIV secolo.
L’esame di un gran numero di documenti ha consentito di tracciare le linee evolutive della signoria di Arnad, nei suoi aspetti politici, militari e sociali: in termini generali per la prima metà del Duecento, in modo più preciso per la seconda metà dello stesso secolo ed in via definitiva dal Trecento in poi.
La signoria
Agli inizi del Duecento le terre comprese nei confini della parrocchia di Arnad costituivano un insieme fondiario disomogeneo, nel quale, ai beni ecclesiastici, agli incolti comuni ed a pochi allodi (terre godute in piena proprietà) appartenenti al volgo, si affiancavano le terre delle famiglie eccellenti che vantavano diritti od interessi sulla località: i signori di Arnad , o de Arnado, quelli di Bard, quelli di Vallaise ed i signori di Verrès, o de Verrecio.
La contemporanea presenza di queste parentele armate determinò una competizione per il controllo del territorio che, nei primi decenni del XIII secolo, era ancora tutta da giocare e dall’esito incerto. Col passare degli anni, tuttavia, la situazione si chiarificò: prima la rovina dei signori di Bard (1242), poi la scomparsa dei de arando (1293-1316) consentirono ai signori di Vallaise di consolidare, con politiche accorte, il loro dominio sulla località e di costruire una signoria rurale omogenea che, agli inizi del Trecento, aveva confini ormai stabilmente definiti.
I signori di Vallaise
I signori di Vallaise, citati già in un documento del 1195, risultano presenti ad Arnad già all’inizio del Duecento. La loro genealogia si presenta, sin dalla fine del XII secolo, divisa nei due rami di Hérères ed di Vallaise propriamente detto; quest’ultimo, nella seconda metà del Duecento, si divise a sua volta nei due rami dell'Hôtel della Côte, originati rispettivamente dai fratelli Guglielmo e Giacomo, figli di Arduzzone Senex.
E' importante sottolineare che almeno dai primi decenni del Trecento i beni, feudi, e diritti di questi signori furono meticolosamente spartiti tra i loro diversi rami e che la stessa comunità degli uomini di Arnad era formata dall'insieme di tre gruppi di famiglie, ognuno sottoposto alla giurisdizione di una sola delle tre diverse branche di casa Vallaise.
Sintomatica di questa situazione fu la modalità di concessione delle franchigie (affrancamento), che vide ognuna delle tre discendenze attribuire, con proprio singolo atto, nuove libertà ai propri soggetti: Amedeo dell'Hôtel, lo fece il 5 aprile 1321, Bonifacio d'Hérères il 25 febbraio 1322, e Francesco della Côte, con i fratelli Bertolino e Giovanni, all'incirca nello stesso periodo.
Gli esponenti dei diversi rami della casata dunque, pur scambiandosi talvolta beni e feudatari ed agendo spesso l'uno in nome dell'altro, mantennero sempre sostanzialmente separate le proprie quote di potere e di patrimonio.
Nel 1328 Assodino di Hérères vendette le ragioni che aveva ad Arnad agli altri due rami della famiglia, che da allora furono i soli ad essere presenti in loco. Nel 1390 poi, con la morte di Domenico, gli Hérères si estinsero definitivamente.
Nella signoria di Arnad gli edifici militarmente rilevanti erano due: il castello, castrum Arnadi, dominante la piana dall’alto di un promontorio situato all’imbocco del vallone di Machaby, e la torre di Ville, turrim plano Arnadi, posta ad oriente dell’abitato, sulle sponde del torrente Prouve. Entrambi gli edifici erano in mano ai Vallaise: la torre almeno dal 1239, il castello dalla morte di Amedeo de Arnado, nel 1293; essi furono consegnati al conte di Savoia in occasione delle Udienze del 1295, da parte di Arduzzo e Pietro di Vallaise.
Per tutto il Trecento il castello superiore, al di là delle sue funzioni militari, mantenne un ruolo importante nel governo della signoria: in esso, ad esempio, si continuarono a concedere infeudazioni, ricevere consegnamenti e ad amministrare la giustizia, anche se sono documentate assise di tribunale presso la torre del piano. Né l’abbandono della fortezza era imminente: ancora attorno al 1392 Giovanni miles fece costruire il corpo di fabbrica centrale che unisce il grande donjon trecentesco alla retrostante parte più antica.
Con il secolo successivo, tuttavia, l'attività signorile si spostò decisamente verso le case forti costruite da poco nella villa Arnadi, il borgo giacente ai piedi della collina.
Se il castello superiore aveva concentrato in un unico edificio il governo di tutti e due i rami dei Vallaise, però, nella villa si svilupparono due centri giurisdizionali differenti, distinti anche fisicamente: il ramo dell'Hôtel occupò, e nel tempo ampliò, l’omonimo complesso sorto attorno alla torre di Ville, che ancora oggi è chiamato l'Ohtà, mentre quello della Côte si insediò stabilmente nella casa forte della Costa, situata tra i vigneti appena sopra l'abitato, nei pressi della frazione La Cohta.
Alla fine del XVI secolo, o agli inizi di quello successivo, le due case forti della Costa furono collegate da una galleria coperta, dando così origine ad un unico, grande ed articolato edificio.
Con le trasformazioni intervenute nella seconda metà del Seicento poi, il blocco orientale del complesso monumentale, costituito dalla casa forte dei Vallaise/Côte, assunse l’attuale aspetto di vero e proprio maniero, che iniziò a chiamarsi appunto château o castello Vallaise
I personaggi maggiori della famiglia nella seconda metà del Trecento furono Giovanni miles (il Cavaliere) per il ramo dell’Hôtel, e Roleto per il ramo della Côte.
Dal ramo dell’Hôtel si staccò il ramo secondario detto “della Costetta”; esso si estinse nel 1570, con la morte del barone Antonio, ed i beni relativi ritornarono agli eredi del principale ramo dell’Hôtel, tranne quelli andati in dote alle figlie del barone.
Con la peste del 1630, per la morte Jean-Frédéric e suo figlio Jean-Louis, anche il ramo dell’Hôtel si estinse ed i beni relativi passarono al rimanente ramo della Côte.
La famiglia nobile si estinse poi definitivamente nel 1823, con la morte del conte Alessandro, dopo che suo giovane figlio Telesforo era già morto nel 1810.